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Perché un blog sulla didattica

Ormai da qualche tempo un pensiero non mi dava pace: perché non portare un po’ di tennis fuori dal campo?

Ti capisco, in questo momento vorresti chiedermi se sono impazzito, d’altronde il tennis si pratica sul campo, è una materia poco discutibile, è così e basta.
Tranquillo, non sono qui per suscitare scalpore, non mi interessa, anche perché, io per primo credo nella fatica e nel sudore. Sia da giocatore in passato che ora da allenatore, posso asserire con fierezza di essere innamorato del campo, tanto da considerarlo la mia seconda casa.

È un sorriso interiore ad accompagnare il mio percorso, per questo mi ritengo un po’ diverso, consapevole di dare sempre tutto e di essere vivo più che mai. Sono dentro al mio sogno.

Ecco, involontariamente siamo arrivati al punto, ed è un bene, perché in fondo ci tengo a dimostrarti che non sono del tutto pazzo e desidero anche che la tua curiosità si faccia largo, senza chiedere permesso, con la tenacia di chi è interessato a una crescita continua.

Vedi, è stata proprio questa mia irriducibile passione a suggerirmi che fosse arrivato il momento di agire, portando alla luce qualcosa che esisteva già, di cui abbiamo tante eccellenze, ma che in qualche modo è sempre rimasto gelosamente incastrato tra le mura dei circoli e delle accademie: sto parlando di tutto ciò che è didattica e la sua divulgazione.

Un po’ ribelle per natura e affiancato da una buona autostima circa la mia professione, ho voluto dare una sterzata netta, prefissandomi di diffondere quanto più possibile delle mie competenze.
I contenuti al giorno d’oggi sono molto richiesti, viviamo nell’epoca dell’immediatezza, abbiamo la soluzione a tutto, ci sono tutorial che in dieci minuti ti insegnano a preparare piatti degni dei migliori chef stellati, programmi di fitness in cui puoi iniziare a modellare il tuo fisico senza nemmeno andare in palestra, direttamente tra la mura di casa con attrezzi di fortuna presi qua e là, e potrei continuare all’infinito.

Poi c’è il tennis, dove ahimè, non hanno ancora inventato la ricetta per il diritto dei sogni, quello bionico, che non lascia scampo, e giocato così privo di pensieri da sembrare quasi una barzelletta.

Però c’è un asso nella manica non indifferente al quale poter attingere: si chiama informazione.

Credo ci siano più di un’opportunità per l’apprendimento di una abilità, e spesso sono anche correlate tra loro, quindi puoi mescolare gli elementi e alla fine giungere alla tanto sperata soluzione.

È proprio il caso del nostro sport: c’è il campo da tennis, che sarà il centro nevralgico del tuo miglioramento e poi c’è la conoscenza del tennis, e quella perché no, la puoi implementare davanti ad un pc o a un cellulare, anzi, hai anche maggiore tranquillità per metterti lì a ragionare, fare valutazioni e decidere se la nozione appena ricevuta possa fare al caso tuo.

Una grande verità è che imparare rimane sempre più utile rispetto al non imparare, e l’altra grande verità è che tutto questo può essere tramutato nella situazione reale, semplicemente perché avrai nuove conoscenze e nuove soluzioni per risolvere i problemi.

Le centinaia di persone che mi scrivono settimanalmente sui miei social, sono alla ricerca di questo tipo di informazione, quella vera e onesta, quella che rappresenta un efficace sparti acque verso una nuova strada, con più strumenti e più consapevolezza.

È questo che porterò on line, entrerò nei dettagli del mio metodo di lavoro, dei miei programmi di allenamento, della specificità dei miei esercizi e lo farò dando un aiuto reale agli utenti che saranno interessati a questi argomenti.

Ma sai qual è la cosa secondo me più bella?

Che addirittura altri addetti ai lavori come me potranno intervenire e dire la loro! Anzi, ti svelo un segreto, già lo stanno facendo!

Si è innescato un naturale scambio opinioni davvero molto interessante e che a mio avviso può fare solo del bene!

Certo, perché qui non si tratta più di dire “sono più bravo io” o “sei più bravo tu”.

No! Non è questa la strada! La era forse in passato – così si presumeva – ma tutto questo ha portato solo fattori critici.

Se nel nostro settore, come credo stia avvenendo, ci si evolve, e al contempo inizia la condivisione di questa evoluzione, facciamo crescere il movimento e cresciamo tutti!

Le persone là fuori, sia tennisti praticanti che aspiranti tali, inizieranno a pensare: “Cavolo, qui si fa sul serio, ci sono competenze, ci sono professionisti che divulgano il loro sapere e te lo sbattono davanti agli occhi, anche se tu magari sei a 10.000 km di distanza!”

Da Coach, posso dire che questa sia un’occasione dal coefficiente emozionale troppo alto, e io non me la sono sentita di lasciarmela sfuggire.

E tra l’altro, mi è venuta in mente un’altra cosa, è andata bene che me ne sia ricordato perché ritengo doveroso fare chiarezza a riguardo: mi è stato chiesto se non avessi paura che questa mia assidua esposizione di contenuti didattici potesse in qualche modo favorire i miei competitors, in quanto potrebbero prendere spunto o addirittura copiare i miei esercizi, i miei consigli e via dicendo…

Beh, onestamente la mia risposta è no!

È chiaro, i contenuti sono a disposizione ed è un bene che se ne avvantaggi chi lo ritiene opportuno, per i tennisti è fonte di arricchimento, per comprendere più nitidamente le tante ramificazioni del nostro sport, per gli addetti ai lavori può servire per ideare sistemi di allenamento o magari rivedere/implementare alcune filosofie attinenti alla didattica, anche se poi, alla fine, è il professionista ad emergere.

Mi spiego ancora meglio, se un collega copia alla lettera un mio esercizio, lo può fare, sono contento che l’abbia sperimentato e fiero del fatto che la mia presenza on line sia efficace, ma il punto è un altro: non è con i copia e incolla che un Coach può cambiare la vita ai suoi allievi.

Sai che però sarebbe bello! Cerco un video super interessante, quando l’ho individuato lo applico sul mio allievo e lo faccio passare da 3.5 a 2.5 in una settimana!

In un ecosistema tennis perfetto forse ciò potrebbe accadere, anche se probabilmente lo troverei poco stimolante, ma non poniamoci nemmeno il problema, dal momento che non è così!

La realtà ci insegna, che è l’assemblamento di tutti gli esercizi, divisi nelle loro tipologie, a contribuire al sorgere di un sistema di allenamento, quindi sarà il Coach, con le sue capacità, ad organizzare questo procedimento in modo che l’atleta ne tragga il massimo beneficio.

È uno studio accurato che tocca vari punti, dove nulla può essere dato per scontato, considerando come prerequisito innegoziabile l’unicità del soggetto che ci si appresta ad allenare.

Insomma, è tutto piuttosto “incasinato” quando si tratta di avere alte aspettative di successo.

Se si pensa che la svolta professionale possa avvenire scopiazzando qua e là, mi dispiace ma, per mio conto, non rimarrà altro che una lucente illusione.

Una scelta molto saggia, invece, potrebbe essere quella di arricchire il proprio bagaglio, pensare e ideare una concezione nuova, per porre noi stessi come pionieri di una filosofia e raccogliere i frutti del nostro lavoro.

Di tutti questi aspetti, legati appunto alle intuizioni che ho avuto e alle scelte strategiche nei miei programmi, parlerò ampiamente in questo blog

Questa iniziativa rappresenterà un autentico cambio di passo nel mondo del Coaching e magari, perché no, una ricarica di energia, un qualcosa nel quale identificarsi mantenendo l’entusiasmo, predisposizione che dovrebbe albergare in chi insegna qualcosa e che farebbe tanto bene al mondo del tennis, un mondo troppo spesso deturpato della sua vera accezione.

Penso che intraprendere qualcosa sia molto rischioso, ma non farlo sia un’alternativa ancora più penalizzante, perché se tarpi le ali ad un sogno, il tuo sogno, difficilmente potrai andare a dormire sereno.

Quindi eccomi qua, pronto ad aprirti il mio mondo e iniziare questa lunga avventura.

Ci vediamo qui dentro!

Ciao!

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