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Perché è importante inviare la palla con la mano

In questo articolo ti parlerò di una vera e propria strategia che ha rivoluzionato il nostro settore 

e attraverso la quale i miei allievi hanno sistematici benefici in termini di miglioramento.

Voglio inoltre darti una mano a comprendere quanto sia indispensabile inserire tale metodo nei tuoi allenamenti per alzare il tuo livello di gioco o dei tuoi allievi.

Si, hai capito bene, il miglioramento non avviene per caso oppure colpendo palline, ma solamente inserendo valore negli allenamenti quotidiani, quindi togliendo tutto ciò che è standard a favore di ciò che è specifico. Ti svelerò proprio tutto, in modo che finalmente tu possa avere chiarezza su questo delicato argomento.

Ti sei scaldato a dovere?

Che abbia inizio il match!

Cosa significa lanciare la palla con la mano

Il tennis di oggi si è davvero evoluto e viaggia a ritmi di gioco infernali, tutto ciò è stato reso possibile dalle racchette sempre più performanti e dall’ottimizzazione di alcuni principi biomeccanici che hanno portato ad un affinamento della tecnica.

Ecco, qui siamo già ad un punto cruciale.

Noi vediamo solo il prodotto fatto e finito, ovvero le giocate dei professionisti, che a tratti sembrano surreali e fuori dall’immaginazione.

Sappiamo bene quanto il tennis di oggi sia basato sulla potenza, l’armonia nei gesti, la preponderanza fisica, ma prima occorre interrogarsi su quale sia l’origine di questi risultati strabilianti.

Se un tennista comune, che si avvicina all’agonismo o anche già ben strutturato, volesse riprodurre queste movenze intraprendendo una sua strada personale, dettata solo dall’istinto, cadrebbe in una grossa buca dalla quale poter riemergere solo affannosamente.
Certo, perché non è presente il metodo. Non ci sono i passaggi per arrivare al livello desiderato.

Ora è fondamentale capire che il tennis non è più quello di vent’anni fa e occorre sfruttare le nuove conoscenze acquisite per renderle operative sul campo.

In questa nuova condizione, dove la cura del dettaglio diventa predominante, talvolta è necessario discostarsi dalla situazione reale di gioco favorendo l’ingresso di fattori specifici che non si possono allenare esclusivamente ad alto ritmo.

Prova a pensare di essere sulla diagonale di diritto, con un forte avversario che ti mette sotto pressione; è normale che la centralità di quel momento sia lavorare principalmente sul ritmo.
Se però da coach, riscontrassi un problema tecnico, dovrei inventarmi qualcosa per risolverlo e non sarà così agevole farlo senza la giusta strategia.

Ecco quindi, che attraverso una accurata scelta programmatica, inserisco esercitazioni dove fornisco la palla con la mano, ponendomi a pochi metri dal giocatore.
Ti sembra strana questa cosa?

In effetti in un primo momento è tutt’altro che semplice coglierne l’utilità, anche perché uno dei fattori immutabili di questo sport è che ci sarà una persona al di là della rete che colpirà una pallina diretta verso la metà campo avversaria.

Tale metodo, inizialmente comporterà ad un riadattamento sotto il profilo mentale e anche coordinativo, poiché cambia la percezione della pallina in arrivo.
Dopo anni di esperienze, ideazioni di programmi didattici e messe in opera, le sensazioni iniziali dei miei giocatori spesso erano: “da così vicino mi sembra di non avere tempo per colpire” oppure “con la palla molle non riesco a giocare” e ancora “ho bisogno di ritmo per giocare bene, di colpire forte!”

Non sapevano quale enorme vantaggio stavano per acquisire nel proseguimento del loro percorso, ma poco importa, quello che conta è sposare un metodo, avere fiducia nel coach e poi godere dei risultati nel lungo periodo.

Adesso entriamo davvero nel vivo, elimina ogni distrazione perché stai per venire a conoscenza di come sviluppo questo metodo, a chi è rivolto e tutte le varianti possibili.

Come utilizzo questo approccio nei miei programmi

Mi avvalgo di questo strumento per ogni settore d’insegnamento, saranno però le finalità a cambiare.

Sono talmente tanti i workout possibili che potrei illustrarteli per infinite ore.

Ho suddiviso gli esercizi in tre grandi contenitori e ora ti spiego nei dettagli qual è il grande beneficio che ognuno di essi porta nel proprio gioco, in base alle personali necessità del momento e a ciò che prevede il programma didattico allestito su misura per il giocatore.

Allenamento della tecnica

Intervengo su questa componente quando è necessario un correttivo tecnico mediante il quale poter garantire all’atleta un rendimento maggiore, dato che da qui ho la possibilità di monitorare con maggiore facilità i gesti che sta eseguendo.

È giustissimo! Devi sapere che da lontano è molto più complesso osservare un particolare tecnico, nonostante un coach bravo, magari con meno immediatezza, riesca almeno parzialmente nell’intento.

Il problema sta tutto in come l’atleta assorbirà le informazioni; infatti, ricevendo la palla da lontano dovrà sforzarsi parecchio e inoltre sarà in difficoltà nel settorializzare i movimenti, perché costretto a lavorare in contemporanea su diversi aspetti con risultati spesso non pari alle aspettative.

Al contrario, in una condizione più isolata riuscirà a sentire meglio le mie parole e di conseguenza gli fornirò dei consigli mirati per risolvere specifici problemi tecnici.

Per farlo, utilizzerò degli step progressivi in modo che l’attenzione venga rivolta esclusivamente all’azione tecnica affrontata.

A tal proposito sono certo che sarà di tuo interesse il mio articolo dove parlo della progressione didattica degli esercizi. Clicca qui per leggerlo.

In realtà, all’interno di questo grande contenitore ho dei micro contenitori dove inserire i miei esercizi, perché ci sono più tipi di tecnica su cui focalizzarsi e ora te li descrivo.

Tecnica di base

Con questa parola intendo ciò che riguarda lo swing del movimento, quindi mi concentro su una fase statica nella quale lavorare sulla qualità, rispettando i canoni biomeccanici circa equilibrio, produzione di energia e prevenzione infortuni.

Tecnica degli appoggi

In questo caso mi occupo di riassettare le stance da utilizzare nelle varie situazioni di gioco, effettuare modifiche a chi presenti difficoltà nel gestire la coordinazione di queste componenti o anche una vera e propria introduzione di una nuova tecnica, per chi ha sempre utilizzato solo un tipo di appoggio standard, non curandosi dell’entità della palla in arrivo che talvolta necessita di nuovi adattamenti.

Tecnica specifica

Questo sistema è molto efficace nel caso in cui debba “chiudere la situazione” quando vado a riscontrare una lacuna nell’interpretazione di un esercizio, soprattutto in palleggio, dovuta ad un errore tecnico.

Questo accade perché non sempre l’acquisizione di un gesto è memorizzato per sempre, a volte per via dei tanti match giocati o anche per la fiducia che in determinati momenti viene a mancare, il colpo non è più così sicuro e ha bisogno di una pulizia, di ritrovare le sensazioni positive che lo reintrodurranno verso la sua migliore performance.

In genere, ai giocatori di alto livello capita spesso di ricorrere a questi esercizi, dipende tanto dal fattore psicologico, dal bisogno di cercare conferme anche da un colpo che magari è assolutamente redditizio nella generale conduzione dei match.

Ora rientriamo nei grandi contenitori.

Allenamento sulla consistenza

Fino a poco più di un decennio fa, ogni allenamento improntato sulla fatica veniva associato in automatico o a lavori in palleggio oppure a ripetizioni con il maestro dall’altra parte del campo che colpiva con la racchetta per inviare la palla.

Già, la modalità del lancio con la mano probabilmente veniva considerata fuorviante rispetto all’obiettivo finale, o semplicemente – più probabile – non ci si poneva nemmeno il problema, perché il tennis doveva essere cosa semplice come due più due fa quattro.

Attenzione però, la semplicità è un’ottima strada ma deve andare di pari passo con la ricerca, perché attraverso la ricerca si cresce.

Ora entriamo nel dettaglio esecutivo dell’esercizio.

In questo caso la motivazione per la quale mi pongo nella stessa meta campo del mio giocatore è racchiusa nel lavoro più accurato che possiamo svolgere per quanto riguarda gli appoggi.

Quando parlo di consistenza mi riferisco ad un lavoro ad alta intensità che riproduca azioni di gioco ripetute nel tempo.

Ecco che, lanciando con la mano e con un rimbalzo verso l’alto, la palla in arrivo sarà priva di energia e quindi l’esigenza sarà quella di organizzare al meglio la preparazione del colpo.

Non sarà possibile effettuare un’apertura breve, facendo leva sulla velocità della palla.

La peculiarità è quella di appoggiare largo, sentire un grande lavoro della gamba posteriore in fase di caricamento, spostando il peso del corpo sulla stessa, e successivamente andare ad effettuare il trasferimento secondo le modalità previste in base alla stance adottata.

Tutta l’energia prodotta dal nostro colpo la ricaviamo inizialmente dal terreno, è da lì che parte la cosiddetta catena cinetica, quel meccanismo che fa intervenire in ordine cronologico gambe, tronco e braccia e dal quale dipende gran parte dell’efficacia del nostro colpo.

In sostanza, prima otteniamo una buona padronanza in quello che accade dentro di noi, poi usufruiamo della velocità di palla dell’avversario/a per generare un incremento di potenza.

Portando avanti con assiduità questo iter, ho riscontrato nei miei giocatori un innalzamento notevole nella qualità degli appoggi e questo deve far comprendere che non possiamo sperare che qualcosa di astratto ci porti a migliorare, al contrario è qualcosa di molto concreto e reale che potrà guidarci verso tale risultato: si chiama lavoro.

Ecco perché parlo sempre di assiduità, è ovvio che una volta apprese le basi di questo lungo e affascinante viaggio, bisogna dedicare tempo affinché la modifica apportata possa diventare parte del proprio bagaglio tecnico. 

Allenamento sulla rapidità

Attraverso questo metodo vado a lavorare sulla rapidità dei piedi e il tutto è enfatizzato dal fatto che sia molto vicino al giocatore, il quale potrà prestare attenzione esclusivamente al suo aspetto motorio, visualizzando la pallina sempre in modo chiaro e nitido.

Anche qui ho diverse sottocategorie nelle quali inserire i vari esercizi e tutti vengono programmati con criteri ben definiti in relazione alle esigenze specifiche.

Essenzialmente posso riprodurre azioni di gioco reali, che avranno un inizio e una fine, corrispondente ad un vincente, oppure far eseguire delle sequenze di colpi la cui finalità sarà incidere sull’innalzamento della condizione motoria e di conseguenza anche tecnica.

Il quantitativo di serie che proporrò sarà strettamente correlato al livello di gioco e anche al percorso didattico che sta svolgendo.

Concludiamo e passiamo all’azione.

Sono certo che ora ti sentirai più consapevole di tutte le sfaccettature che ruotano attorno a questa area così innovativa ma ancora sconosciuta e quindi dall’enorme capacità divulgativa, voglio però darti un ultimo importante spunto: quando inserisco in programmazione questi esercizi, il mio primo obiettivo è quello di dare unicità al giocatore, ossia esaminare ciò che per lui può essere produttivo.

È da lì che tutto deve prendere forma, anche perché, come sicuramente avrai imparato, il tennis non è una scienza perfetta, devi svolgere innumerevoli azioni e tutte diverse tra loro, per cui anche l’allenatore dovrà occuparsi di assemblare le tipologie di esercizi in modo che siano perfettamente in armonia tra loro per il raggiungimento di un risultato.

Ora tocca a te!

Metti dentro al tuo bagaglio queste nuove conoscenze e concediti l’opportunità di provarle sul campo!

Un saluto

Stefano

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